ARTE, CULTURA, SCIENZA
Arte e lavoro '800-'900
Si intitola 'Arte e lavoro 800-900', la grande mostra che si apre al Museo Piaggio 'Giovanni Alberto Agnelli' di Pontedera l'11 gennaio e che conclude le celebrazioni per i 60 anni della 'Vespa'.
La mostra racconta, attraverso capolavori della pittura, immagini fotografiche e film, il lavoro come specchio di una società che nel secolo che intercorre tra l’Unità d’Italia e il secondo dopoguerra si è trasformato in modo impressionante, da un’Italia che tenta di sopravvivere con un’agricoltura di sussistenza, ad un’altra che diventa l’America per una moltitudine di immigrati.
Curata dal presidente della Fondazione Piaggio, Tommaso Fanfani e da Elena Lazzerini dell'Università di Pisa, questa rassegna dei più grandi protagonisti della scena artistica italiana ripercorre un secolo di storia italiana, usando il tema del lavoro quale specchio di trasformazioni sociali, raccontando la dinamica dei mutamenti nella struttura produttiva dall’agricoltura all’industria.
Nell'ampia carrellata dedicata alla pittura e alla scultura, accanto a opere di artisti celeberrimi (da Nomellini a Vedova, da Pellizza da Volpedo a Severini, passando per Fattori, Signorini, Mosé Bianchi, Viani, Carcano, Previati, Tommasi, Cambellotti, Balla, Boccioni, Depero, Carrà, De Pisis, Spreafico e altri), la mostra propone anche una serie di quadri inediti o poco visti. Come i 'Lavoratori del marmo in Versilia' di Lorenzo Viani, di proprietà della Rete Ferroviaria Italiana RFI, mai prima esposto, o l'inedito 'Operai sul traliccio elettrico' di Cominetti o 'Il Riposo dopo il lavoro' di Filippo Carcano, concesso da una collezione privata.
E se gli artisti interpretano, le immagini fotografiche invece documentano.
Tra queste, foto del primo stabilimento Piaggio, a Genova Sestri, dove gli ebanisti sono al lavoro nel 1884 in una suggestiva ambientazione di fabbrica animata da uomini e carri trainati da superbi cavalli; oppure foto di donne e uomini impegnati nelle linee di produzione a Pontedera, o che “sciamano” dallo stabilimento al suono della sirena; fino al primo manifesto di Vespa con in sella una donna che lavora: foto, immagini e documenti tratti dal prezioso archivio storico Piaggio e da altre collezioni che “accompagnano” la narrazione del lavoro, della fatica, della società economica.
Il cinema, infine, ha il compito di raccontare le singole storie di lavoro quotidiano, ma anche l'anelito a una coralità, che a volte si traduce nell'affresco di un'epoca.
Parlando del lavoro come esperienza solitaria ('Padre padroné, 'Dillinger e' mortò) o socializzata ('Riso amarò, 'I compagni', 'La classe operaia va in paradiso'), quale oggetto di memoria narrativa ('Novecentò) o sguardo critico sul presente ('Ecce Bombò, 'Mi piace lavorare'). Ma anche occasione di promozione sociale e ideali che cambiano, come la commedia all'italiana, con leggerezza e disincanto, continua a raccontare.
