ARTE, CULTURA, SCIENZA
Davide Mengacci
Dal 28 gennaio al 25 febbraio 2007, il Museo d'arte contemporanea di Lissone (Mi), presenta una rassegna che mette in luce l’opera di un autore particolare: Davide Mengacci.
Personaggio televisivo noto al grande pubblico, egli ha condotto nel tempo, a partire dagli anni Sessanta, una propria ricerca nell’ambito della fotografia, indirizzando la sua attenzione sul paesaggio urbano e sul rapporto tra la gente e i luoghi del vivere. La lettura di queste situazioni avviene con una sensibilità particolare che permette di mettere a fuoco momenti o relazioni che abitualmente sfuggono al vedere comune. L’uso del bianco e nero – un classico per la fotografia – e l’assenza di manipolazione dell’immagine attraverso gli strumenti della tecnologia fanno sì che l’immagine che ne scaturisce sia per sé densa di implicazioni e di suggestioni.
Una vera e propria street photography, fotografia di strada, che matura certamente sulle suggestioni di importanti fotografi incontrati in quegli anni (Ugo Mulas e Alfa Castaldi prima, Gianni Berengo Gardin poi) e in rapporto all’attività di fotografo di cronaca svolta per alcuni anni (dal 1984 al 1989) per le pagine milanesi di importanti quotidiani nazionali.
La mostra si compone di una settantina di fotografie - tutte rigorosamente in bianco/nero – e si articola in due sezioni tra loro concatenate. In una prima parte si ripercorrono i vari passaggi della fotografia di Mengacci, in una carrellata delle immagini più significative della sua produzione dal 1968 al 1985.
Nella seconda parte, invece, l’obiettivo del fotografo si concentra sulla città di Lissone, i suoi luoghi e la vita della gente. Mengacci, infatti, ha percorso in lungo e in largo il territorio individuando situazioni per lui intriganti e meritevoli di essere fissate sulla pellicola. “La Lissone che emerge dagli scatti di Davide Mengacci - commenta l’Assessore alla Cultura Daniela Ronchi - è una città molto particolare. Grazie all’occhio sensibile dell’artista sono emersi peculiarità e angoli lissonesi che ormai vengono colti difficilmente dai nostri sguardi forse troppo frettolosi e superficiali .Grazie a Mengacci, attraverso la sua mostra, e soprattutto nella parte dedicata a Lissone assistiamo ad una riscoperta della nostra Città e attraverso la sua visione spero che i visitatori da fuori Lissone possano conoscerla meglio”.
La mostra, che si inaugura domenica 28 gennaio alle ore 11 e resterà aperta fino al 25 febbraio, è allestita nella “Sala del Premio” ed è accompagnata da un catalogo introdotto da un’intervista all’autore di Luigi Cavadini, direttore artistico del museo e curatore della mostra, e da un testo di Angela Madesani, critico d’arte e di fotografia.
