Marisa Merz
Al Madre di Napoli, fino al 23 aprile 2007, la personale di Marisa Merz. La mostra è stata concepita come una tappa ulteriore del processo di infinita definizione dell' opera ormai quarantennale che qui viene ripercorsa e indagata attraverso un corpus di opere particolarmente denso e significativo.
Intimo e visionario, il lavoro di Marisa Merz sin dagli anni sessanta introduce nel linguaggio della scultura contemporanea tecniche tradizionalmente considerate artigianali o appartenenti all’ambito femminile, ad esempio il lavoro a maglia, sovvertendone la destinazione e attribuendo alle procedure e ai materiali di volta in volta adottati piena dignità.
Le sue opere sono scandite dalla presenza di diverse temporalità: quella obbiettiva, legata al flusso degli eventi, e quella del ricordo. La memoria è volontaria quando include tasselli dell’esistenza privata dell’artista (molto spesso compare nei titoli il nome della figlia) e involontaria quando presenta degli archetipi legati al mondo femminile.
Il gesto del tessere è un atto da sempre associato alla pazienza della donna, chiusa nello spazio privato della sua casa. L’artista sente di dover cambiare questa visione, di operare un’apertura: gli oggetti, le sensazioni, l’atmosfera legata alla familiarità della sua abitazione possono confluire nell’arte, divenendo patrimonio collettivo.
