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Fellini Inedito

Uno scritto inedito di Federico Fellini (1920-1993) su un film poliziesco, mai realizzato, é al centro di uno speciale che la rivista letteraria fiorentina "Caffé Michelangiolo" ha dedicato al regista nel suo numero di dicembre. La pellicola doveva essere ispirata alle gesta del commissario di polizia romano Nicola Longo, considerato il 'Serpico' italiano. Fu il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, grande amico di Fellini a persuadere il commissario Longo a scrivere le pericolose imprese che gli valsero il soprannome di 'Serpico italiano'. Lo scritto, mai pubblicato prima e risalente al 1981, proviene da una serie di documenti di Fellini conservati in un archivio privato, e fa conoscere per la prima volta come Fellini concepiva un film del genere poliziesco. La rivista ha pubblicato la premessa di Fellini alla sceneggiatura di "Poliziotto", possibile titolo della pellicola. Il film, poi, non fu mai fatto per divergenze tra Fellini e il produttore.

Nello scritto, che si intitola "discorsetto", Fellini dà una preziosa testimonianza dell' interesse che nutriva per quel tipo di cinema fornendo indicazioni per il film. Non la storia, la trama di un thriller, di un giallo, bensì la gente, le sue tensioni, i suoi volti e la vita disordinata di un poliziotto resa in tutta la sua interezza: è questo ciò che avrebbe dovuto risaltare nel film poliziesco ideale per Federico Fellini. Scendendo nello specifico, secondo il maestro, la sceneggiatura e la realizzazione avrebbero dovuto essere "cariche di tensione, di attesa, di colpi di scena, di aspetti avventurosi" e, più che la storia, vi avrebbero dovuto trovare un ruolo di rilievo "l' ambiente e appunto le facce della gente, il paesaggio quotidiano, la descrizione di un episodio e quindi il sentimento che lo accompagna, che gli sta dietro".

"La descrizione - aggiungeva Fellini - sarà più importante del racconto, della macchietta 'narrativa'; la descrizione sarà il racconto. Le storie dovrebbero avere proprio il ritmo della giornata di un poliziotto, tuffato ora in una situazione, ora in un' altra da un fiuto personale da segugio, o dalla casualità di un avvenimento criminoso. Il poliziotto visto come attore di una realtà assai poco sintattica, ordinata". "Questa impressione incalzante, di affastellamento, come la pagina di cronaca nera di un giornale dove i titoli più terrificanti convivono uno accanto all' altro - prosegue Fellini nella sua prefazione - dovrebbe restituire allo spettatore la vertigine angosciosa dell' esistenza che stiamo vivendo, la drammatica, sfuggente caleidoscopicità, di un ordine di vita sopraffatto e mandato in frantumi dall' urto di una violenza cieca e diffusa".

"Questo inedito - ha spiegato il direttore di 'Caffe' Michelangiolò, Mario Graziano Parri - era tra una serie di documenti riguardanti Fellini in possesso di un privato che ha concesso di pubblicarlo per una sezione di approfondimento sul regista". La lavorazione del film mai fatto avrebbe dovuto occupare, nelle intenzioni del regista, il periodo compreso tra la conclusione de 'La citta' delle donne' (1980) e l' uscita di 'E la nave va' (1983). In effetti, nel 1981 Fellini firma un contratto con Nicola Longo per realizzare il film centrato sulla sua figura: ma quando tutto è già pronto per iniziare le riprese, il regista litiga con il produttore, e il progetto salta.

L' idea di fare un poliziesco rimane tuttavia nel cuore di Fellini tanto che in una lettera indirizzata a Longo nel 1989, anch' essa fino a oggi mai pubblicata e riportata sullo stesso numero di 'Caffe' Michelangiolò (ed. Polistampa), scrive ancora: "Spero sempre che un giorno o l' altro possa giungere lo scossone definitivo per far partire questa bella storia a cui da tempo mi sono affezionato e che vorrei portare a termine come una bella festa tra tanti amici".



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