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Questa originale e singolare dimora su due piani, venne costruita dal Mantegna in piena libertà creativa, scegliendo una pianta quadrata con al centro un maestoso cortile circolare. La casa, però, non è solamente un raro e prezioso esemplare di edificio quattrocentesco, ma è, soprattutto, la dimora che interpreta il desiderio dell’artista di autorappresentarsi, esprimendo quell’immagine che egli voleva tramandare di sé. In occasione del V centenario della scomparsa, avvenuta il 13 settembre del 1506, il grande artista viene celebrato, proprio in quella che fu la sua abitazione con la mostra “A casa di Mantegna. Cultura artistica a Mantova nel Quattrocento”, Un’ampia esposizione aperta al pubblico dal 26 febbraio al 4 giugno, da martedì a domenica dalle ore 10 alle 18. Documenti autografi, libri, sculture e dipinti degli anni mantegneschi, provenienti da musei italiani e stranieri, illustrano il profilo artistico di Andrea Mantegna durante i quasi cinquant’anni della sua attività a Mantova al servizio dei Gonzaga, raccontando la vita di corte, le figure dei committenti e dei letterati e la cultura nel marchesato mantovano negli anni della permanenza del Mantegna (1460-1506). I capolavori del maestro che si trovano oggi lontani da Mantova saranno presenti in mostra grazie a ricostruzioni virtuali di straordinaria efficacia: i visitatori potranno così ammirare, tra le altre opere, i “Trionfi di Cesare”, pensati per Palazzo di San Sebastiano a Mantova e oggi ad Hampton Court, e la pala della “Madonna della Vittoria”, oggi al Louvre. Un ampio spazio sarà riservato proprio alla celebre “Camera Dipinta detta degli Sposi” di Palazzo Ducale che potrà essere ammirata sia virtualmente, in mostra, che dal vero, presso la reggia dei Gonzaga per chi desideri visitare, sempre con lo stesso biglietto, il palazzo. L’itinerario mantegnesco si snoda, infatti, attraverso i vari luoghi della città che conservano testimonianze e memoria dell’arte e della vita di Mantegna: da Palazzo San Sebastiano del marchese Francesco II Gonzaga (dove era collocato il “Trionfo di Cesare”), alla basilica di Sant’Andrea, custode della cappella funeraria del maestro, alla Chiesa di Santa Maria della Vittoria, che aprirà le sue porte al pubblico in occasione della ricorrenza. Al primo piano, un sofisticato laboratorio virtuale consentirà al visitatore di interagire non solo con gli ambienti e i cicli pittorici quali la “Camera degli Sposi” di Palazzo Ducale, il “Trionfo di Cesare”, lo “Studiolo” e la “Grotta” di Isabella d’Este e gli ambienti di Santa Maria della Vittoria, ma anche con la bottega dell’artista, ripensata con tutti gli oggetti d’uso quotidiano del maestro. Artista erudito e aggiornato sui precetti e sugli studi dell’Alberti, padrone della geometria e della prospettiva, attento alla poesia e alla letteratura, questo pittore figlio di un falegname era profondamente convinto d’essere degno dell’Olimpo, tanto da far incidere, su uno degli architravi del cortile, le parole “ab Olimpo”, riferendosi all’antica bottega di Fidia a Olimpia sulle cui pietre il fulmine di Zeus aveva impresso il motto in segno di perenne riconoscimento. Così, la casa di Mantegna, rappresentativa non tanto della fama acquisita ma, soprattutto, del dono divino dell’ingegno, è l’autoritratto sia dell’uomo che dell’artista, destinata a entrare nel numero delle opere che contribuirono a suggellarne il mito. |
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