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Franco Cardini e Jean Claude Lattès hanno presentato il 21 giugno alle 18.30 all’Istituto Francese di Firenze il romanzo “Vita segreta di Pico”. Jean-Claude Lattes, autore insieme a Eric Deschodt, di "Vita Segreta di Pico", parla del Quattrocento fiorentino come di una età magica, "di un momento di svolta che ha cambiato il mondo senza armi", "del momento in cui la cultura diventa la chiave dell' esistenza umana". Lo scrittore ha vissuto parecchi mesi a Firenze, per rovistare tra i tanti archivi storici "di cui Firenze è ricca" e infine dare una soluzione ad un giallo irrisolto dal 17 novembre del 1494, il giorno i cui Pico della Mirandola fu trovato nel suo letto, morto per avvelenamento. E' da questo momento che inizia a dipanarsi la storia scritta a due mani da Lattes e Deschodt. Tra i vari moventi dell'omicidio di Pico ipotizzati dalla storiografia mandanti del Papa, mariti traditi, cabalisti ebrei che non volevano svelare la comprovata esistenza di Cristo contenuta nella Cabala, Savonarola Lattes ha privilegiato quello più umano la gelosia. La gelosia per il successo intellettuale quella che provava Marsilio Ficino nei confronti del più giovane, bello e acutissimo Pico che, essendosi formato nelle migliori università europee del tempo, tra cui anche Parigi dove era venuto in contatto con la scuola razionalista, guardava con non celato scherno al platonismo imbevuto di superstizione dell' ormai anziano Ficino. Il sapere ed il riconosciuto prestigio dell'intelletto a quel tempo erano al primo posto nella scala dei valori osserva Lattes ed il prestigio di Ficino stava svanendo di fronte alla brillante stella di Pico". |
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