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Leopardi, poeta infinito

Il 29 giugno 1798  nasceva a Recanati Giacomo Leopardi, figlio di Adelaide Antici e del Conte Monaldo.

Ebbe una rigida educazione religiosa e  secondo il desiderio del padre sarebbe dovuto diventare un sacerdote.
Ben presto il giovane Giacomo scoprì  il piacere della  "conoscenza", adolescente si dedicò allo studio delle lingue classiche e moderne, dell'ebraico, della storia, della filologia, della filosofia, delle scienze naturali e dell'astronomia.

La sua  "sete di sapere"  e il desiderio di primeggiare - un culto della gloria che gli derivava  dalle gesta degli antichi eroi -  lo spinsero a cimentarsi in opere di generi diversi.
In quel periodo scrisse:  "La Storia dell'astronomia dalla sua origine fino all'anno 1811", "Saggio sopra gli errori popolari degli antichi", "Orazione degli italiani in occasione della liberazione del Piceno" e due tragedie,  "La Virtù Indiana " e " Pompeo in Egitto".

Successivamente divenne saggista e traduttore di testi classici,  nel 1816 avvenne quello che viene definito il passaggio  "dall'erudizione al  bello"  che segnò l'inizio della  "produzione"  poetica.

In quegli anni si manifestarono i primi sintomi di una salute cagionevole:  indebolimento della vista, crisi d'asma e una forma di scoliosi.
Si avvicinò alla filosofia sensistica e materialistica, studiò Voltaire, Rousseau, Pascal.

In quel periodo compose gli idilli "L'Infinito" e "Alla Luna", nel 1824  iniziò  le  "Operette Morali"  che sono l'emblema del  "pessimismo cosmico" leopardiano.

Una collaborazione con un editore milanese - Stella - gli permise di spostarsi a Milano, a Bologna   a Firenze, dove conobbe Alessandro Manzonia Pisa  - lì compose  "A Silvia" - .

Nonostante fosse conscio del suo aspetto fisico poco attraente  e della sua delicata salute, Giacomo Leopardi,  si invaghì spesso di donne che non lo ricambiavano affatto, a Firenze si innamorò di Fanny Targioni Tozzetti che gli ispirò il ciclo di  "Aspasia".

Nel 1831 venne pubblicata la prima edizione dei  "Canti" , nel 1832  le ultime operette  "Dialogo di Tristano e di un amico" e "Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere".

Con l'amico Antonio Ranieri si trasferì a Napoli,  intanto ultimò la seconda edizione dei  "Canti" e scrisse  "La Ginestra"  e "Il tramonto della Luna".

Ben presto la salute peggiorò e venne   assistito con affetto dagli amici e dalla sorella Paolina.

Mentre a Napoli infuriava il colera, il cuore tormentato di Giacomo Leopardi cessava di battere e la sua anima inquieta  lasciava questa terra: era il 14 giugno 1837.

La personalità di Leopardi. Il Leopardi è il poeta che canta la giovinezza anche se havissuto una vita solitaria priva di affetto.

Ha cercato di scappare da una vita all'inizio poco piacevole e ha trovato la sua libertà nelle poesie
  
 




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