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Indro Montanelli: il "papà" dei giornalisti italiani

Definire Indro Montanelli  con una sola battuta non è facile. Un testimone d'eccezione del '900 ha detto il Presidente Ciampi. Un giornalista contro, un uomo libero, una penna sagace, un "reduce di tutto", come si definì lui stesso.

La BBC ha ben detto:"Per capire chi era Montanelli basti questo: decine di giornalisti italiani di tre diverse generazioni lo chiamavano "papà".  Un padre per tutti gli "inviati"; letteralmente il paradigma vivente di quel tipo di scrittura a metà tra il giornalismo e la letteratura.

Toscano DOC di Fucecchio (Fi), figlio di un preside, due lauree, in giurisprudenza e in scienze politiche. Emigrò in Francia, frequentò la Sorbona e venne assunto come cronista a Paris Soir, successivamente all'agenzia United Press.

Era il tempo della guerra d'Africa e Montanelli partì volontario. La sua prima esperienza da inviato fu in Spagna per il "Messaggero", e fu anche il suo primo attestato di uomo visceralmente di destra ma anche visceralmente libero. Mentre i giornali del tempo raccontavano con enfasi  nazional-fascisteggiante la presa di Santander, Montanelli scrisse che per quanto potè vedere le legioni di Franco quel giorno ebbero un solo nemico davanti: il caldo.

Licenziato in tronco, espulso dal Partito Fascista, radiato dall'Albo dei Giornalisti. Dopo un anno di esilio in Estonia, il direttore del "Corriere della Sera" Aldo Borelli gli offrì una collaborazione. Così, quando l'Unione Sovietica invase la Finlandia, Montanelli fu l'unico giornalista occidentale ad assistervi, e da lì conquistò la fiducia e l'affetto dei lettori.

Nei giorni bui della Repubblica di Salò venne arrestato e condannato a morte: scappò e si rifugiò in Svizzera.
Tornò al Corriere ma dovette aspettare il '56 per ricoprire il ruolo di grande inviato; il primo giornalista al mondo ad assistere alle giornate di Budapest invasa dai carri armati di Mosca.

Passarono gli anni, impossibile enumerare tutte le inchieste, i viaggi. Storico rimase il suo lavoro sull'Eni di Mattei.
La rottura con il Corriere arrivò con la direzione di Piero Ottone; il licenziamento di Spadolini ("un golpe guatemalteco" lo definì) fu il casus belli.

Montanelli fondò nel '74  "Il Giornale", un quotidiano dichiaratamente moderato e di destra, capace però di assumere sempre posizioni indipendenti , come quando si oppose alla teoria degli "opposti estremismi". Una posizione che gli costò un attentato da parte delle Brigate Rosse; gli spararono alle gambe. Dall'ospedale  "Fatebenefratelli" di Milano dettò anche quel giorno il suo "pezzo" ("se credono di chiudermi la bocca si sbagliano"). Con il suo "Controcorrente", poche righe in corsivo a fondo pagina , definì il suo stile asciutto, sarcastico, preciso, inventando anche un nuovo stile giornalistico oggi rivisitato.

Abbandonò la sua creatura nel '94 per contrasti con il nuovo editore, Silvio Berlusconi, che mal digeriva l'insopprimibile libertà di pensiero del toscanaccio di Fucecchio.

Fondò "La Voce", che ebbe vita breve e gli costò l'accusa di "marxista" da parte della destra italiana. Rientrò al Corriere chiamato da Paolo Mieli per curare la pagina di dialogo con i lettori..."La Stanza", che ora resterà per sempre vuota. 

"Sono stanco di scrivere libri, di spiegare l’Italia agli italiani, di rispondere ai lettori con o senza il sorriso sulle labbra", aveva spiegato alcuni giorni fa in un’intervista. E alle 17,30 di domenica 22 luglio, nella stanza 610 della clinica Madonnina di Milano, non si è spento solo Indro Montanelli. Come ha voluto ricordare il suo ultimo direttore, Ferruccio de Bortoli, ieri pomeriggio è davvero finito il Novecento italiano, il secolo di Indro.

Gli speciali in rete

"Il nuovo"
www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,62155,00.html

"Il Corriere della Sera"
www.corriere.it/edicola/morte_montanelli.html

"La Repubblica"
www.repubblica.it/quotidiano/repubblica/20010723/...

"La Stampa"
www.lastampa.it/Redazione/Ultima/Redazione/...


Archivio in rete

www.freemedia.at/IPIReport2.00/34Montanelli.htm 

www.leonet.it/culture/fondazmb/index.html 

www.humnet.unipi.it/~pacitti/...




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