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La realizzazione di questo progetto-parco non è stata semplice; si voleva robusto, elegante e allo stesso tempo fatto di materiali e colori che si integrassero con l'ambiente, così come la scelta delle opere e degli artisti che sono stati invitati a scegliere la loro area espositiva all'interno del parco. Il Parco Sculture del Chianti si inserisce dunque nell'idea più ampia di creazione di un'arte ambientale che possa coniugare tre elementi: integrazione tra arte e natura, internazionalità e varietà di mezzi espressivi, insomma un vero museo moderno all'aperto, dove anche la presenza dell'antica Fornace di Pievasciata appare in una veste nuova di galleria d'arte contemporanea. Intorno alla Fornace, edificio simbolo del Parco che ne rievoca l'antica origine quando si costruivano manufatti in cotto e mattoni, si distribuiscono alcune sculture come "Omaggio a Brancusi" del californiano Bullock, "Xaris" dell'italiano Adriano Visintin e "The Milk Factory" di Vincent Leo di Singapore. Le altre 22 sculture distribuite nel parco si visitano in senso orario iniziando dalla reception e immergendosi pian piano nell'atmosfera surreale del bosco "animato" dall'opera ingegnosa dell'uomo...
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