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"Come l'opera marinelliana- spiega Salvatore Arca, Presidente del Comitato Scientifico- che si imposta quale strumento per la formazione di geografi italiani, così questa nuova opera è destinata ad assumere una posizione di primo piano per la didattica della geografia, a beneficio di quanti svolgono attività di insegnamento negli atenei e nelle scuole. Ma non solo, l'atlante ha un'impostazione sostanzialmente divulgativa, che lo rende indubbiamente accessibile ad un vasto pubblico. Potrà risultare particolarmente utile anche a quanti, sono impegnati in attività inerenti ai delicati equilibri della realtà ecologica nella quale viviamo. Non è un atlante geografico, come comunemente s'intende, cioè una raccolta sistematica geografiche a sussidio dello studio dei paesi e dei continenti, ma è un atlante descrittivo dei "tipi geografici". Ma cosa sono i "tipi geografici"? Con questo termine si indicano le caratteristiche peculiari della superficie terrestre clssificabili in "tipi", nelle sue manifestazioni fisiche, cioè le montagne, le pianure, i fiumi, i laghi, i ghiacciai, le coste e via dicendo, e nelle realizzazioni operate nell'ambito naturale dall'uomo con la sua azione plasmatrice". Rispetto all'edizione del 1922, questo atlante insiste soprattutto sugli interventi dell'uomo, l'Italia postmoderna si sosituisce così all'Italia contadina con tutto il peso delle sue urabanizzazioni e infrastrutture che hanno rivoluzionato lo scenario geografico. Tuttavia non sono solo le fattezze ad aver subito mutamenti, infatti, il settore disciplinare delle scienze geografiche ha assistito al costante aggiornamento dei fondamenti metodologici, arrecato dall'impeto del progresso scientifico e teconologico.
"Nella parte propedeutica- sottolinea Arca - sono usati strumenti che solo oggi, il geografo ha a disposizione: i satelliti artificiali nello spazio, la ripresa aerea, la ripresa multispettrale, i satelliti metereologici".Il volume del 1922 scaturì dalla felice intuizione che l'eminente studioso ebbe di illustrare i tipi geografici attraverso la rappresentazione cartografica. L'opera di oggi, mantiene questo criterio, infatti, esso presenta una formidabile documentazione iconografica, circa 2000 illustrazioni, di cui oltre la metà è tratta dalla cartografia dell'Istituto. Il nuovo atlante, pur seguendo le orme del precedente, è un'opera nuova, dai contenuti, dall'impostazione metodologica e dalla forma editoriale profondamente rinnovati.
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