Emergenze planetarie

Sono al nastro di partenza in 12 regioni i progetti pilota, una ventina in tutto, destinati a gettare le basi del primo laboratorio internazionale dedicato alle emergenze planetarie, voluto dal fisico Antonino Zichichi e promosso dal Centro Enrico Fermi. Il laboratorio si chiama ILSEAT (Laboratorio internazionale di scienza, ingegneria, fisica avanzata e tecnologie biomediche) ed è stato presentato nello scorso mese di dicembre a Roma, nel convegno sulla fisica organizzato al ministero degli Affari Esteri.
I 20 progetti italiani fanno parte dei circa 50 progetti pilota finora avviati in tutto il mondo grazie ai primi finanziamenti, ha detto Zichichi. "Adesso, per proseguire, è necessario il consenso della comunità scientifica internazionale. Nel frattempo - ha aggiunto - il Governo italiano si è mostrato interessato al laboratorio ILSEAT".
Magneti superconduttori, meteorologia, modelli matematici applicati alla diagnosi clinica, astrofisica e sicurezza ambientale, nuove tecniche per l'incenerimento dei rifiuti, difesa dal possibile impatto di asteroidi, risorse idriche e desertificazione: sono queste alcune delle aree di ricerca che i progetti italiani si preparano ad affrontare e che, insieme agli 30 in corso nel resto del mondo getteranno le basi per affrontare le 63 emergenze planetarie individuate dagli esperti delle 10 istituzioni che aderiscono al progetto, fra le quali il Centro Europeo per le Ricerche Nucleari (CERN) di Ginevra, l'Istituto nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), la Columbia University, il Centro cinese per la scienza e le tecnologie avanzate (CCAST). Sono 15 le classi in cui sono organizzate le 63 emergenze e comprendono i problemi relativi a disponibilità di acqua e cibo, tutela del suolo da inquinamento e desertificazione, energia, cambiamenti climatici, tutela del pianeta da catastrofi e nuove minacce militari, disponibilità di organi per i trapianti, malattie infettive e "inquinamento culturale".
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