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Le origini del Sole

E' stato un viaggio nel tempo alla scoperta dell'origine del Sole e del Sistema Solare, quello che hanno fatto i 37 ricercatori, 10 dei quali italiani, che per un periodo record di 13 giorni hanno utilizzato l'osservatorio spaziale americano Chandra per l'astronomia a raggi X, per analizzare le esplosioni che fanno brillare le giovanissime stelle della nebulosa di Orione. A 1.500 anni luce dalla Terra, la nebulosa di Orione è la regione del cielo più vicina nella quale si trovi una concentrazione così grande di stelle appena formate.

Sono stelle che cambiano la loro luminosità e alcune sembrano spegnersi e accendersi, con un effetto simile alle luci intermittenti di un albero di Natale. Delle 1.600 stelle super-brillanti di Orione, almeno 30 hanno una massa simile a quella del Sole. Osservarle significa quindi avere a disposizione informazioni senza precedenti per ricostruire la storia del nostro Sole.

"Da giovane il Sole doveva essere molto più brillante. Le emissioni che si osservano in stelle di massa paragonabile su Orione sono infatti fino a 10.000 volte più forti rispetto a quelle che avvengono oggi nel Sole", ha detto Giusi Micela, che ha collaborato alla ricerca insieme a sei colleghi dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) presso l'osservatorio di Palermo e a tre colleghi dell'INAF presso l'osservatorio di Arcetri (Firenze). "C'é ancora molto da fare per analizzare i dati delle stelle di Orione- continua Giusi Micela- e i prossimi mesi saranno dedicati allo studio di fenomeni molto particolari, come alcune stelle che potrebbero contenere elementi diversi rispetto a quelli finora noti. Nel frattempo, stiamo cercando di osservare anche altre regioni del cielo utilizzando il telescopio europeo per l'astronomia a raggi X, XMM".

Oltre agli italiani, del gruppo internazionale fanno parte astronomi di Stati Uniti, Francia, Germania, Olanda,Taiwan e Giappone. I risultati dello studio saranno pubblicati in ottobre, in 13 articoli raccolti in un numero speciale dell'Astrophysical Journal.

INAF

Astrophysical Journal




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