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L'ultimo fabbro

E' un uomo di 68 anni, dai capelli bianchi ed il fisico asciutto, che ogni giorno, alle 7 di mattina apre l'officina ed inizia quelle 12 ore di lavoro quotidiano con le quali prosegue una tradizione che la famiglia conosce almeno dal '500, ma di cui egli resta l'ultimo rappresentante.

La ferriera, detta "Distendino", poiché vi si "distende" il ferro, si trova a Piè Lucese, nel comune di Pescaglia (LU): un luogo incantato, una sorta di ritaglio del passato a pochi chilometri dalla cosiddetta civiltà. Non c'è telefono, non c'è l'ENEL, né televisione, né gas, né riscaldamento, perché Carlo vive il mestiere come un tempo, e lavora ferro e acciaio usando le stesse tecniche che furono di suo padre, di suo nonno, del bisnonno, e così via, indietro nel tempo, resistendo senza troppa fatica alle tentazioni della modernità.

L'ultimo fabbro produce attrezzi per l'agricoltura, il giardinaggio, il bosco, oggetti decorativi, ed altro ancora, ottenuti di solito da materiale di scarto, come binari dei treni o balestre dei camion. Senza alcuno stampino, con il fuoco, il maglio, l'incudine, il martello, e la forza trasformatrice dell'acqua, ogni oggetto fiorisce da un unico pezzo, come il frutto sboccia da un unico fiore.

Il materiale viene scaldato nella forgia, la cui fiamma è alimentata dal carbone ma è sostenuta dal vento prodotto dall'acqua: un sistema idro-eolico del '700, infatti, sfrutta lo spostamento d'aria che essa provoca quando cade e s'infrange.

NaturaOlistica vi offre l'opportunità di vedere al lavoro, conoscere e pranzare con Carlo sabato 21 ottobre 2006.

Per info: www.NaturaOlistica.it

 




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