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Alison Lapper a Trafalgar Square

Per dirla con le parole di Oliviero Toscani, uno che di provocazione se ne intende, "l'arte deve dare fastidio. Se non disturba, non è arte". Se poi si tratta di "arte contemporanea in luogo pubblico" la discussione può farsi persino più vasta e articolata, trascendendo i meri confini del gusto per spalancare la porta a questioni ed interrogativi di più ampio respiro. E per trovare un interessante esempio basta gettare lo sguardo al di là della Manica.

Suscitando reazioni decisamente contrastanti "Alison Lapper pregnant", scultura in marmo italiano dell'artista inglese Marc Quinn, è stata infatti scelta da una commissione appositamente nominata dal sindaco Ken Livingstone per occupare, per quindici mesi, il quarto plinto della piazza più famosa di Londra. E che non si trattasse di una semplice questione di pruderie lo si è capito dalla definizione di "statua choc" che ha immediatamente accompagnato l'opera.

"E' un grande onore per me essere lassù siamo rimasti nascosti per troppo tempo. La gente deve cominciare ad affrontare i propri pregiudizi", ha detto Alison, nata 40 anni fa senza le braccia e con i piedi attaccati alle cosce per una malformazione congenita causata dalla talidomide, un farmaco che negli anni '60 veniva somministrato alle donne incinte contro le nausee.    

L'opera, realizzata con  marmi toscani a Pietrasanta, nello studio di uno dei più grandi maestri del marmo, Franco Cervietti, non passa certo inosservata: è alta cinque metri, pesa 12 tonnellate ed è stata posta sul quarto plinto di Trafalgar square rimasto vuoto fin dalla sua costruzione, poco distante delle statue di re Giorgio IV, di Sir Charles Napier edel generale sir Henry Havelock. 

"Questa piazza - ha detto il sindaco Ken Livingstone -celebra il coraggio di uomini in battaglia. La vita di Alison è stata una lotta continua per superare difficoltà ancora più grandi di quelle che hanno affrontato gli uomini che celebriamo qui. Mark Quinn ha creato un'opera d'arte che cattura e rappresenta tutto quello che c'é di meglio in questa grandecittà: il coraggio, la bellezza e la sfida". 

 




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