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Il Medioevo delle Cattedrali

Fra il 1060-70 e 1120-30 le Cattedrali in Occidente si traformano, vengono ampliate, scolpite, dipinte, illustrate da mosaici, stucchi, legni, grandi oreficerie, nuovi arredi: in questi edifici, come nelle Pievi e nelle Chiese minori, viene introdotto un nuovo racconto, viene proposta una nuova funzione delle immagini. Narrare questa trasformazione, rileggere la nuova cultura proposta dalla Chiesa di Roma attraverso la Riforma Gregoriana e il suo confronto con altri modelli, narrare gli scambi intellettuali che avvengono attraverso le strade dei pellegrinaggi grazie al continuo movimento di architetti, scultori, pittori, maestranze è l'obiettivo della mostra curata da Arturo Carlo Quintavalle e dall'Istituto di Storia dell'Arte dell'Università di Parma nel Salone delle Scuderie in Pilotta.

Proprio in occasione dei 900 anni dalla dedicazione della cattedrale di Parma, il Salone delle Scuderie in Pilotta in Parma, dal 9 aprile al 16 luglio propone “Il Medioevo delle Cattedrali”, la grande mostra sulla architettura, scultura, pittura, mosaico, miniatura, oreficerie delle cattedrali fra secolo IX e secolo XII. L’esposizione riunisce eccezionalmente a Parma una sequenza straordinaria di oltre 100 capolavori, molti dei quali mai usciti dalle loro sedi e non pochi del tutto inediti. Di Wiligelmo e dei suoi immediati seguaci, la mostra allinea ben 11 opere che vengono da Modena, da Cremona, da Milano.

Accanto ad esse, le sculture di Niccolò che vengono da Piacenza, da Ferrara, e ancora decine e decine di pezzi di scultura monumentale che sono state prestate dai maggiori Musei Civici e Musei Diocesani dell’intero settentrione, da Pavia a Como, da Milano a Bobbio, a Ferrara, a Brescia. Intorno a queste intense sculture, la mostra propone raffinati esempi di pitture, mosaici, manoscritti, oreficerie. Arrivano alla mostra una ventina di pezzi di età carolingia, che provengono da Torino e da Milano, da Bobbio e da Modena e da Como permettendo di ricostruire la prima grande trasformazione delle chiese paleocristiane, con l’invenzione di un nuovo arredo, costruito da intrecci finissimi, da un racconto fatto di proporzione, di geometria, di rapporti spaziali, un racconto senza figure. Fra i pezzi di grande rilievo alcuni che provengono da Bobbio, nel IX secolo ancora il maggiore monastero al settentrione, e molti altri che permettono di ricomporre una immagine degli spazi interni delle chiese e dei percorsi interni a questi per i religiosi e per i fedeli.

L’esposizione è accompagnata da un sistema di oltre 40 pannelli narrativi che illustrano le tecniche del lavoro medievale, dai metalli alle costruzioni, e quindi analizzano le architetture di ciascuna delle chiese entro le quali i pezzi scolpiti si conservavano in origine, ancora da pannelli che analizzano i temi del minio e quelli della oreficeria, della pittura e della scultura con riferimenti a monumenti  scomparsi o comunque lontani.

Cattedrale di Parma



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