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La sua fortuna è tramontata, tuttavia, dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto a causa dell’ atteggiamento controverso assunto durante l’occupazione e della partecipazione a un viaggio di propaganda in Germania nel 1941, ed il silenzio critico è calato sulla sua opera. Solo di recente alcune pubblicazioni scientifiche e una serie di importanti rassegne internazionali hanno riacceso l’interesse su Derain, restituendogli la statura di grande maestro del Novecento. In Italia, dove soggiornò nel 1921, Carlo Carrà riconobbe in lui un profondo conoscitore della cultura figurativa italiana. Fin dagli esordi Derain aveva infatti affiancato la più ardita sperimentazione formale allo studio appassionato dei maestri antichi, tracciando una strada che ebbe grande seguito in tutta Europa e anche in Italia. Ciononostante, pochissime mostre gli hanno reso omaggio nel nostro paese. Questa rassegna, organizzata da Ferrara Arte in collaborazione con lo Statens Museum for Kunst di Copenaghen e curata da Isabelle Monod-Fontaine, è la prima retrospettiva dedicata in Italia a Derain da trent’anni a questa parte. Il generoso concorso di alcuni tra i maggiori musei del mondo ha permesso di ricostruire le diverse fasi del suo percorso creativo, dal 1899 alla data della sua morte. André Derain Ferrara, Palazzo dei Diamanti Corso Ercole I d’Este, 21 24 Settembre 2006 7 Gennaio 2007 |
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