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Caravaggio recuperato?

E' destinata a far discutere la "proposta di attribuzione a Caravaggio", avanzata dalla Soprintendenza di Genova per una grande tela raffigurante un' "Incoronazione di spine" trovata in situazione disastrata nella soffitta di una chiesa del capoluogo ligure e finita di restaurare un anno fa dall'Opificio delle pietre dure di Firenze. 

A pensarlo è il responsabile del settore restauro dipinti dell'Opificio di Firenze, Marco Ciatti, ma anche il suo scopritore il direttore della Soprintendenza per i beni artistici di Genova, Piero Donati. Il restauro però, secondo Donati che attribuisce il nucleo centrale dell'opera a Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio,
"costituisce finalmente la base filologica per qualunque operazione critica sensata" e dimostra come non si tratti di una copia dell'"Incoronazione Cecconi", così detta dal nome del suo antico proprietario, acquistata da una banca di Prato.

"Il massimo studioso di Caravaggio, Roberto Longhi che non conosceva l'opera genovese aveva sempre considerato 'L'incoronazione Cecconì come una copia - spiega Donati -. Negli anni Settanta era stata Mina Gregori, alla vigilia dell'acquisto del dipinto da parte della banca, a pubblicare un articolo sul Burlington Magazine che rivendicava all'opera la natura di autografa. E in quello stesso articolo, in una nota, Gregori segnalava l'esistenza a Genova di una copia. Dato che Mina Gregori era considerata l'autorevole erede di Longhi, tutti si erano sempre conformati a questa opinione. Questo restauro invece, come spesso capita, potrebbe mettere le cose a posto".

"L'opera risalirebbe al 1605, in quell'epoca Caravaggio aveva già dipinto un' 'Incoronazione di spine' e si era impegnato a farne un'altra per il principe romano Massimo Massimi, come testimoniato da una lettera del giugno 1605 - spiega la soprintendente del capoluogo ligure Giuliana Algeri -. Poi, Michelangelo Merisi coinvolto nel ferimento di un notaio era fuggito da Roma e nel mese di agosto era a Genova. E' possibile che si sia portato dietro il quadro in lavorazione oppure che si sia messo a farlo qui. Poi quando è andato via, il dipinto potrebbe essere rimasto abbandonato incompiuto e terminato nella seconda metà del Seicento da altri. Se fosse stata una copia non avrebbe avuto senso lasciarla incompleta".

Inoltre, a documentare l'esistenza nel capoluogo ligure di "Un'incoronazione di spine" di Caravaggio di grandi dimensioni nel Settecento sarebbe la guida di Genova di Carlo Giuseppe Ratti."Il soggetto ad opera di Caravaggio - spiega Algeri - faceva parte della pregiata collezione di Pietro Gentile, una delle più importanti del capoluogo ligure, poi dispersa dagli eredi. E già il Ratti segnalava le dimensioni anomale del
dipinto, che pur trovandosi in un salotto era fuori scala".

Anche per i restauratori dell'Opicificio, che hanno avuto modo di confrontare le due incoronazioni, le opere non sono sovrapponibili, e i materiali usati provano che la parte esterna della tela è sicuramente della seconda metà del '600. Gli esperti di Firenze pero' non hanno potuto provare che il nucleo centrale sia stato dipinto prima.

L'opera, già finita di restaurare da alcuni mesi ed esposta nell'oratorio annesso alla chiesa San Bartolomeo della Certosa a Rivarolo, un quartiere del ponente genovese

Il dipintoè un olio su tela di grandi dimensioni (203 per 166) e risalirebbe al 1605.



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