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Con una selezione di 49 dipinti, 13 disegni e tre sculture, l’esposizione mostra la varietà dei registri linguistici di un pittore che lo stesso Vasari ha definito nelle sue celebri “Vite”, “l’ingegno più acuto che abbia mai avuto la pittura” e rappresenta un'opportunità eccezionale e probabilmente irripetibile per conoscere questo straordinario pittore manierista che dominò la pittura veneziana del secondo Cinquecento e ispirò lo sviluppo dell'arte barocca. Tintoretto è stato pittore profilico e irregolare e in questo senso i curatori sono stati selettivi: di fronte alla vastissima produzione del pittore il criterio seguito per la selezione delle opere in mostra è stato di carattere qualitativo, presentando solo le cose migliori. E infatti sono state escluse anche alcune opere di proprietà del Prado giudicate prive della qualità necessaria o di incerta attribuzione. Al centro del percorso espositivo, sono le tematiche religiose e per la prima volta dopo 400 anni, la mostra consente di ammirare di nuovo insieme, le tele create per la chiesa di San Marcuola a Venezia: l’ “Ultima cena” e il “Lavatoio” del Museo del Prado. Inoltre sono riunite alcune delle sue più celebri opere a carattere mitologico: “Venere”, “Vulcano e Marte”, dell’Alte Pinakothek di Monaco, poi ancora “L’Origine della via Lattea” di Londra, appartente alla National Gallery, ed esempi della sua attività di ritrattista come il dipinto che raffigura Lorenzo Soranzo dal Kunsthistoriches di Vienna. La mostra darà inoltre particolare spazio al processo creativo del pittore, dando quindi grande importanza al disegno come strumento di apprendimento, sperimentazione e composizione: La maggior parte sono studi di figure, eventi naturali e modelli in cera che si contorcono in posizioni inverosimili. Il tratto è rapido e animato e in grado di captare in pieno il dinamismo dei modelli con grande forza espressiva. Il disegno in Tintoretto è infatti lo strumento attraverso il quale il pittore si sperimenta, in vari tecnicismi e stili. La mostra del Prado, che è stata definita come il primo grande avvicinamento al pubblico della figura del Tintoretto realizzato fuori da Venezia, sottolinea la dimensione di pittore narrativo religioso del maestro attraverso un percorso cronologia evidenziato all'inizo e alla fine dai due autoritratti di Jacopo giovane e vecchio. Fino al 13 Maggio 2007 |
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