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La mostra intende, dunque, accompagnare lo spettatore nella lettura dell'opera di Chagall attraverso un'analisi reciproca degli influssi con altri artisti e movimenti pittorici, rileggendo, poi, la sua opera attraverso i 'generi' tradizionali della pittura, che sempre costituirono per il maestro una sorta di campo di esercitazione della sua straordinaria e originale creatività. Ciò permetterà di evidenziare come Chagall, al di là dell'apparente semplicità, sia un pittore tra i più carichi di cultura e di tradizione. La sua apparente 'lievità', ben lungi dall'essere una scelta 'ingenua', è infatti il risultato di una complessa e articolata stratificazione di esperienze e di scelte ideologiche e culturali; esse determinano un intrecciarsi reciproco di influssi che vanno dal mondo delle avanguardie 'storiche', tra cui in particolare il Surrealismo e l'Espressionismo, fino ad arrivare, nel secondo dopoguerra, all'arte astratta e concettuale. L’esposizione “Chagall delle meraviglie“, a cura di Meret Meyer e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, si avvale inoltre di un prestigioso Comitato Scientifico composto, tra glialtri, da Alan Crump, Ordinario di Storia dell’Arte Moderna all’University of Witwatersrand di Johannesburg, Marcello Massenzio, Docente di Storia delle Religioni, Università degli Studi di Roma, Eugenia Petrova, Vice-direttore del Museo Russo di San Pietroburgo, Ekaterina Selezneva, Curatore della Tretjakov Gallery di Mosca, Claudio Strinati, Soprintendente per il Polo Museale Romano. Complesso del Vittoriano |
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